Una campagna radicale

Ritratti dell'Italia di mezzo

Grosseto e la Maremma laboratori del Novecento

Di: Simone Rusci, Marco Vontini

Il territorio grossetano è imbrigliato in un ossimoro narrativo. Da un lato, vi è il racconto dello spazio abitato percepito come isolato dal resto del paese, a causa del deficit infrastrutturale, dell’assenza di distretti manifatturieri e di poli industriali di rilievo. Dall’altro, emergono trasformazioni territoriali talmente profonde da poter essere definite radicali: la faticosa bonifica del Padule di Castiglione, l’espansione di Grosseto in una grande periferia – come osservava Luciano Bianciardi – e una valorizzazione del territorio attraverso l’istituzione di importanti parchi regionali e zone di tutela. Il Grossetano è dunque periferico, ma al tempo stesso un banco di prova per misurare le eredità e le prospettive della modernità del Novecento. Nonostante la crescita, il territorio rurale resta autentica-mente agricolo, poco segnato dalla dispersione insediativa, che ha una forte polarizzazione sul capoluogo. Anche lungo la costa l’urbanizzazione non si è consolidata in un continuum edificato, caratteristica ormai rara nelle pianure costiere italiane.

Con un contributo di Massimiliano Frascino
Interviste a Don Franco Cencioni e Moira Ricci
Fotografie di Michele Nastasi

Donzelli, Collana Ritratti dell'Italia di mezzo
2025, 160 pp.
ISBN 978-8855227490

Scarica la versione open access a questo link

Share on: